Commento al libro di Marco: Seguiamo il Cristo - Capitolo 1
Gesù rinnova e stravolge il modo di adorare Dio ormai impastoiato da un sistema religioso carico di tradizioni e regole asfissianti. Lo fa adempiendo la legge che Dio aveva dato agli ebrei nello spirito ma andando contro a tutto quel corollario di regole che di fatto l'avevano soffocata. Nel primo capitolo del vangelo di Marco, (v21-28) si narra di una sua giornata tipo. Al mattino, essendo sabato, si reca nella sinagoga locale dove viene chiamato a leggere un brano e a commentarlo. Nell'occasione colpisce un particolare: le persone che lo ascoltavano si stupivano per il suo modo d'insegnare "perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi".
Gesù predicava in modo naturale, aveva una notevole conoscenza delle scritture e non faceva riferimento a qualche testo rabbinIco o alla legge orale come gli scribi e farisei. Purtroppo in congregazione si sta ripetendo questo sistema d'insegnamento, ogni commento, ogni discorso deve aderire a qualche schema o rimandare a qualche ricerca sulle pubblicazioni della WTS per avere autorità. In questo modo la vera ricerca personale è impedita perdendo molte riflessioni preziose che arricchirebbero l'ekklesia. Certo, nessuno dovrebbe ergersi a nuovo maestro ma è nella moltitudine che si potrebbe arrivare a comprendere molte cose. Sempre nella sinagoga sorge un problema, un indemoniato si mette a gridare e subito Gesù lo mette a tacere guarendolo. Anche di questo la folla si stupisce e ne rende testimonianza, tanto che la fama di lui cresce. Ma adesso la scena si sposta, Gesù va a casa di Simonpietro e qui guarisce la suocera di quest'ultimo. Ho trovato in un commentario al capitolo 1 del vangelo di marco una interessante riflessione al riguardo:
Gesù predicava in modo naturale, aveva una notevole conoscenza delle scritture e non faceva riferimento a qualche testo rabbinIco o alla legge orale come gli scribi e farisei. Purtroppo in congregazione si sta ripetendo questo sistema d'insegnamento, ogni commento, ogni discorso deve aderire a qualche schema o rimandare a qualche ricerca sulle pubblicazioni della WTS per avere autorità. In questo modo la vera ricerca personale è impedita perdendo molte riflessioni preziose che arricchirebbero l'ekklesia. Certo, nessuno dovrebbe ergersi a nuovo maestro ma è nella moltitudine che si potrebbe arrivare a comprendere molte cose. Sempre nella sinagoga sorge un problema, un indemoniato si mette a gridare e subito Gesù lo mette a tacere guarendolo. Anche di questo la folla si stupisce e ne rende testimonianza, tanto che la fama di lui cresce. Ma adesso la scena si sposta, Gesù va a casa di Simonpietro e qui guarisce la suocera di quest'ultimo. Ho trovato in un commentario al capitolo 1 del vangelo di marco una interessante riflessione al riguardo:
##"Marco 1: 29,30 "Uscito dalla sinagoga andò a casa di Simone"
Gesù compie un altro segno. Gli parlano della suocera di Simone che è a letto con la febbre. Gesù, in una sola volta, infrange tre tabù: come uomo non potrebbe venire a contatto con una donna, eppure si “accosta a lei”, come Rabbi non potrebbe toccare chi è impuro, in questo caso la donna ha la febbre, e lui la “prende per mano”; come osservante della Legge sa che di sabato è assolutamente proibito curare e guarire, ma lui infrange le norme che non liberano. Perché Gesù compie questo miracolo? Perché il vero miracolo operato nella suocera di Simone non è solo la liberazione dalla febbre ma la conseguenza della guarigione: Marco dice “la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli”.
Succede sempre così quando s’incontra Gesù e ci si lascia guarire da lui: si viene liberati dal male più brutto, quello di volerci godere la vita da soli, egoisticamente.Gesù ci libera donandoci la possibilità di “servire” i fratelli. Il vero miracolo, il segno importante non è nulla di strabiliante: si tratta, in fondo, della capacità di amare.
Nella suocera di Simone è nascosta la nostra vicenda umana di discepoli: ripiegati su noi stessi obblighiamo gli altri a servirci o, in altre circostanze, ci serviamo del prossimo perché ci sentiamo inadeguati e senza forze. Il contatto con Gesù ci trasforma rendendoci simili a lui, che del servizio ha fatto il suo stile abituale di vita.Servire può sembrare una piccola cosa e invece è ciò che trasforma la nostra realtà. L’amore ricevuto da Gesù ha senso solo se diventa amore donato."##
Mi è piaciuto questo aspetto positivo della guarigione di Gesù che riporta la persona guarita non solo ad uno stato di salute fisica ma ad essere essa stessa propositiva e al servizio di altri. La stessa trasformazione può avvenire in ciascuno di noi man mano che accettiamo con gioia il messaggio di Cristo. Non importa in quali circostanze ci troviamo, abbiamo sempre quali cristiani un terreno da coltivare, un luogo dove splendere quali illuminatori del mondo. Questo possiamo farlo da consapevoli, solo se supereremo l'iniziale rabbia e delusione, se sapremo ricostruire una sana spiritualità e andare avanti. La suocera di Pietro trovandosi degli ospiti in casa si mise al lavoro per ristorarli, i presenti nella sinagoga testimoniarono ciò che avevano visto e infatti alla sera dello stesso giorno molti altri malati e indemoniati lo cercarono, tanto che "l'intera città si era radunata davanti alla porta della casa" (v33)
È una giornata intensa e anche se soddisfacente immagino stancante. Eppure ritroviamo Gesù all'alba che si allontana furtivamente dalla casa per ritagliarsi un angolo di intimità col padre. (v35) " La mattina presto, mentre è ancora buio, si alzò e uscì per andare in un posto isolato, e la si mise a pregare".
È una giornata intensa e anche se soddisfacente immagino stancante. Eppure ritroviamo Gesù all'alba che si allontana furtivamente dalla casa per ritagliarsi un angolo di intimità col padre. (v35) " La mattina presto, mentre è ancora buio, si alzò e uscì per andare in un posto isolato, e la si mise a pregare".
##se ne andò in un luogo solitario e là pregava.Gesù dopo l’intensa giornata trascorsa tra la predicazione in sinagoga, e l’incontro con gli ammalati, necessita di fare un riassunto, cioè di riprendere in mano il suo progetto di vita, di pensare e pregare per compiere scelte sempre più autentiche. Per questo “al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, se ne andò…” Gesù non cerca l’applauso e l’entusiasmo della gente. E’ cosciente che il successo potrebbe allontanarlo dalla missione affidatagli dal Padre. In lui è forte il desiderio di “riordinare” le cose secondo il disegno di Dio. Anche a Simone è piaciuta quella giornata intensa e faticosa, ma “riuscita”, una giornata in cui è possibile concludere: “finalmente! Si vede qualcosa di concreto!” E per questo si mette sulle tracce del maestro e invita Gesù alla concretezza: “Tutti ti cercano!”, come a consigliare Gesù di non negarsi alla folla, ormai euforica, che ha ancora molte cose da chiedergli. Gesù, in quei momenti, ha necessità di “interpellare il Padre”.Gesù è anche Maestro di discernimento, anche lui vuole capire cosa è meglio per tutti.L’incontro notturno con il Padre gli permette di non dare una risposta sull’onda dell’emozione ma realmente di “scegliere” sull’onda della volontà del Padre. La sua strada è la via della missione, non quella del successo e dell’affermazione personale. La comunione con il Padre gli fa scegliere di stare dalla parte degli uomini per servirli. Si tratta di una grande scuola di vita. Di una grande testimonianza per le nostre esistenze. In definitiva il criterio di come saper scegliere.##
Noi forse siamo troppo abituati a ricercare ciò che ci piace. Ad essere al centro di tutto ciò che facciamo, sempre più insoddisfatti perché non riusciamo a sfondare, che entriamo in crisi perché “non tutti ci cercano”…siamo discepoli di un Maestro che ha rivisto quello che faceva, ha pregato, ha preso delle decisioni conseguenti a ciò che aveva capito essere nella volontà del Padre, ha ripreso, infine, il cammino. Similmente, anche noi, come discepoli, dobbiamo vedere e imparare. La preghiera non è un accessorio in più nella nostra vita, non è un lusso che ci possiamo concedere ogni tanto: è il luogo dove fare verità, riordinare la vita, scegliere il meglio, rimettersi in cammino! In tutto questo via vai di persone ed emozioni Gesù non perde il suo obiettivo, che non è certo quello di dar gloria se stesso bensì di dar onore al padre e servire gli uomini. Infatti quando i discepoli lo trovano egli risponde: (v38,39) " Andiamo altrove, nei villaggi vicini, così che io prediche anche là, perché è per questo che sono venuto. E percorse tutta la Gallea, predicando nelle loro sinagoghe ed espelle no i demoni".
La domanda che possiamo farci quindi è in che modo possiamo metterci al servizio di Dio, come possiamo servire Cristo secondo le nostre circostanze? Per fare il punto abbiamo sempre la guida delle scritture e la preghiera. Non importa se apparteniamo ad una religione o seguiamo il Cristo in modo indipendente, l'importante è che non ci fermiamo.
La domanda che possiamo farci quindi è in che modo possiamo metterci al servizio di Dio, come possiamo servire Cristo secondo le nostre circostanze? Per fare il punto abbiamo sempre la guida delle scritture e la preghiera. Non importa se apparteniamo ad una religione o seguiamo il Cristo in modo indipendente, l'importante è che non ci fermiamo.
## Fonte citazioni: http://www.adonaj.it/254/vangelo-di-marco-cap-1
Post di Barnaba link 19 Aprile 2018








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